Tradizione vuole che l’ultimo sabato di Carnevale Manzano ospiti la più bella mascherata del circondario!
Come ormai da qualche anno, noi del CFP siamo accanto agli amici della Pro Loco, che organizza l’evento, con un concorso fotografico riservato a tutti gli utenti del Forum.

Regolamento:
Il concorso è aperto a tutti gli utenti del forum del CFP.
Quest’anno il Carnevale si svolgerà sabato 25 febbraio con ritrovo a Manzano in via Braida alle ore 14.30 ed avvio della parata di carri e gruppi mascherati in direzione piazza Chiodi alle ore 15.00.
La festa poi continuerà in piazza con musica ed animazione. Alle ore 17.00 tombola e dalle ore 18.00 festa serale musica con DJ, balli e allegria e pastasciutta offerta a tutti all’interno del tendone riscaldato.
Ciascun utente potrà postare direttamente qui sul forum in questa stessa sezione, dal 26 febbraio al 4 marzo 2017, un massimo di 20 foto riprese durante gli eventi sopra indicati nel formato massimo di 1280 pixel lato lungo.

Modalità di voto:
sarà possibile votare un massimo di tre foto mediante il pulsante grigio con scritta “Vota come foto della settimana” che apparirà (solo utenti registrati) sotto ciascuna immagine del Carnevale nel periodo di votazione.
Le foto del Carnevale Manzanese non parteciperanno alla selezione della foto della settimana del CFP.

Il CFP si riserva di richiedere ai partecipanti al concorso, previo rilascio di liberatoria, le foto qui postate in formati adeguati all’eventuale realizzazione di un multivisivo dedicato all’evento.

Immagine di Daniele Favret


Premi:
Miglior autore: all’autore che complessivamente riceverà più voti verrà assegnato in premio un coupon per una stampa di qualità su pannello 50×70.
Miglior foto: all’autore della foto che totalizzerà il maggior numero di voti individuali verrà assegnato in premio un coupon per una stampa di qualità su pannello 50×70.
I premi non sono cumulabili e saranno assegnati a 2 autori distinti.
In caso di parità di voti tra due o più autori o tra due o più foto, il premio verrà assegnato a tutti gli eventuali ex equo.

 

 

Immagine di Ranieri Cleri

 

Lunedì 23 gennaio alle 20:30 si è svolta presso la sala riunioni del Palmanova Outlet Village, gentilmente concessa, l’edizione numero 8 di Autofocus.

L’appuntamento ha avuto per protagonisti i “Compagni di merende” Alberto Fornasin, Gigi Gallone e Marco Gon, esperti “macristi” del CFP,  che, come al solito, sono stati intervistati da Paolo Vercesi:

 

Paolo Vercesi: Incominciamo con Alberto, come al solito con le domande più semplici, età e professione?

Alberto Fornasin: 66 anni, pensionato.


Alberto Fornasin

PV: Ci racconti la tua storia fotografica?

AF: E’ successo tutto quando ho finito di lavorare e mi avevano regalato una macchina fotografica, poi mi sono iscritto all’UTE di Manzano e da lì ho avuto la fortuna di conoscere Gigi che mi ha trascinato dentro al Circolo Fotografico Palmarino. Poi, seguendo le sue orme, sono diventato un po’ appassionato della fotografia macro.

PV: Gigi come l’hai conosciuto, ti eri iscritto ad un corso di fotografia?

AF: Andando a fare camminate in gruppo, vedevo che c’era un personaggio che restava sempre in fondo e che si fermava per fare fotografie. Dopo un po’ gli ho chiesto cosa fa cosa non fa e così mi ha spiegato. Alla fine sono entrato in questo meccanismo [della fotografia macro ndr.] e adesso non riesco più a saltarne fuori.

[Risate]

PV: Quindi è tutta colpa di Gigi?

AF: Sì, è tutta colpa sua. Poi abbiamo avuto la fortuna di conoscere anche Marco e abbiamo formato un bel gruppetto.

PV: E da lì come sei arrivato a questa serata di Autofocus?

AF: In macchina…

[Risate]

AF: Il percorso è cominciato circa quattro anni fa con il corso di fotografia del Circolo Fotografia Palmarino e poi piano piano ho incominciato a postare le foto sul forum. Nessuno vuole mettere le foto sul forum per paura di sentirle, perché i migliori tendono a dare le dritte giuste che spesso e volentieri sembrano dei rimproveri ma in realtà non lo sono. Infatti postando le foto sul forum si migliora, fotografare e postare sono le cose fondamentali per cercare di crescere.

PV: Passiamo alla prima multivisione che s’intitola?

AF: Crocus e farfalle

[Proiezione multivisione “Crocus e farfalle” di Alberto Fornasin]

PV: Bravo Alberto, complimenti!

AF: Grazie.

PV: Domande dal pubblico?

Pubblico: Vorrei sapere che obiettivi hai usato?

AF: 180 macro

Pubblico: Solo quella?

AF: Di solito sì.

PV: Macro, foto di fiori, farfalle ed insetti non sono proprio il genere di fotografia più semplice in cui si può avventurare un principiante. Come mai hai scelto da subito questi soggetti?

AF: È stato un caso, seguendo sempre Gigi…

[Risate]

AF: …mi sono appassionato a questo tipo di foto. Forse è proprio il mio campo. Mi piace perché vai in giro nel bosco, dove non c’è nessuno, non c’è rumore di macchine, è bello, mi piace. Mi piace anche starmene disteso sopra il telo e sentire i rumori della natura.

DB: Sempre usando il cavalletto?

AF: Non sempre dipende dalle circostanze, con le farfalle sicuramente sì. Andando la mattina presto, all’alba, sono ancora tutte bagnate ed infreddolite e puoi fare quello che vuoi. A mano libera è un po’ più difficile, bisogna affidarsi all’autofocus, ma si riesce comunque a raggiungere lo scopo.

DB: Grazie.

PV: Una domanda che facciamo tante volte, occorre andare lontano?

AF: No, queste foto sono tutte fatte nella nostra zona, nel manzanese, cividalese, valli del Natisone e sul carso triestino.

PV: Ci racconti qualcosa in più sulla tecnica?

AF: La mia idea è quella di fotografare dipingendo, cioè stampare le foto sulla tela ed appenderle in casa come se fossero dei quadri.

PV: Quante ne hai stampate fino ad adesso?

AF: Per adesso ne ho stampate poche, una decina…

Luigino Snidero: Hai una casa grande mi pare.

[Risate]

AF: Vai con la prima…

[Proiezione e commento delle fotografie di Alberto Fornasin]

 

E’ la volta di Marco Gon…

PV: Benvenuto Marco.

Marco Gon: Grazie a tutti voi di essere qua.

PV: Marco Gon, sul forum?

MG: Muggian

PV: Incominciamo con le domande semplici, da quanto tempo non ti tagli la barba?

MG: Un anno ed un mese esattamente.

PV: Età e professione?

MG: 43 anni e lavoro presso una reception.


Marco Gon

PV: Ci racconti la tua storia fotografica? Come hai cominciato? Come sei arrivato alla macro?

MG: La passione per la fotografia l’ho sempre avuto, cinque o sei anni fa ho deciso di iscrivermi al circolo fotografico e fare il corso. In questo corso ho avuto la fortuna di conoscere Gigi e la passione è diventata una droga. Alla fine, abbiamo una passione che ci unisce, che ci lega tantissimo e siamo diventati grandi amici, mi hanno fatto conoscere molte piante che non conoscevo e abbiamo girato un po’ tutto il Friuli alla ricerca di queste piante.

PV: In cosa ti sei specializzato?

MG: Ho la passione per gli obiettivi vintage e mi piacere capire quali effetti possono dare con le reflex moderne. Ne ho diversi, ma quelli che uso più di frequente sono quattro che poi vi illustrerò.

PV: Domande per Marco?

MG: No eh!

PV: Ci sarà tempo dopo, vediamo prima la multivisione…

MG: Piccole grandi meraviglie

[Proiezione multivisione “Piccole grandi meraviglie” di Marco Gon]

PV: Bravo Marco.

MG: Grazie, grazie.

PV: Vediamo se c’è qualche coraggioso dal pubblico…

MG: Hanno già fatto tutte le domande ad Alberto.

PV: Eccone là uno

MG: Prego

Pubblico: Ci spieghi cosa sono gli obiettivi vintage?

MG: Iniziamo con gli esempi, le quattro lenti che mi porto quasi sempre via sono: il Meyer-Optik Görlitz Trioplan 100mm f/2,8  che crea quello sfondo cosiddetto a bolle di sapone, logicamente non le fa sempre, devono verificarsi certe condizioni di luce, tipo quando la luce diretta del sole è filtrata dagli alberi, dai cespugli oppure è riflessa dalla rugiada del mattino. Allora si ha una resa molto bella, il file che ne esce necessita di un po’ di post produzione perché l’obiettivo non è così nitido e bisogna lavorarci un pochino. Poi c’è l’Helios-40-2 85mm f/1,5, è sicuramente il più difficile da usare, soprattutto per la piccola profondità di campo e per la messa a fuoco che è piuttosto difficoltosa. Di buono c’è che ha questo effetto “swirly” a vortice che va a creare questo effetto tunnel. Poi c’è il Tair-11A 135mm f/2.8 che è quello che utilizzo più di frequente e che è sempre attaccato alla reflex, è un obiettivo piuttosto nitido anche confrontato con gli obiettivi macro moderni, è una bella lente che consiglio. E poi c’è il Fujifilm Fujinon 55mm f/2,2 che crea uno sfuocato un po’ graffiato, ottimo per le macro ambientate.

[Spiegazione degli obiettivi con proiezione di foto di esempio]

DB: Dove si trovano questi obiettivi?

MG: Costano. Bisogno trovare l’occasione giusta e l’obiettivo tenuto in maniera decente. Sono obiettivi usati, li ho comprati quasi tutti su eBay. Si attaccano alla reflex con anelli adattatori M42-EOS, consiglio di non prendere quelli con il chip di messa a fuoco perché costano di più e non valgono niente.

Pubblico: Ci sono degli obiettivi similari che costano un po’ di meno?

MG: Ne sto aspettando altri due da testare, quello che costa di meno è sicuramente il Fujinon, il Tair è stato venduto ieri su eBay a 60 euro, ma di solito viaggia sui 150. Il Trioplan viaggia sui 500-600 euro, da fermacarte è diventato di moda, può non piacere. Ho anche l’Helios 44-2 e il 44-M, sono facili da usare e hanno un costo molto accessibile. Sono obiettivi che costano e bisogna avere la fortuna di trovarli in condizioni decenti, senza muffe, senza polvere anche se con pochi euro di possono far pulire.

PV: Quanto pesa l’Helios 40?

MG: Pesa quasi 900g

PV: Altre domande?

Pubblico: Scatti quasi sempre con il live view?

MG: Gli insetti quasi sempre a mano libera perché si muovono, mentre se ho più tempo perché magari sto fotografando un’orchidea uso anche il live liew.

PV: Cavalletto?

MG: Ho il mio affezionato Gorillapod, il cavalletto snodabile che non pesa nulla e si abbassa fino al livello del terreno. L’ho provato anche con il 70-200.

AF: Io l’ho usato anche con il 180 macro.

Pubblico: Oppure usi il fazzoletto?

MG: Oppure il fazzoletto sì, io sono abbastanza preciso, pulisco tutto quando torno a casa, la macchina e l’obiettivo e non li appoggio quasi mai sul terreno. Se non ho niente ci metto il fazzoletto.

MB: Come gestite i tempi e gli ISO?

MG: Lavoriamo sempre in priorità di diaframma, lasciando decidere alla macchina i tempi e gli ISO. Anche in situazioni di vento, poi si vede come viene. Passo la parola al capo.

 

Chiude Gigi Gallone.

Gigi Gallone: Lanciamo la multivisione che poi vado a casa perché hanno già detto tutto.

PV: Ne hai accompagnati tanti sulla via delle macro, tu come ci sei arrivato?

GG: Ci sono arrivato un po’ da solo, ho sempre avuto la passione della fotografia fin da giovane, poi l’avevo abbandonata per vari motivi. Poi è stata colpa di mio figlio che ha voluto acquistare una macchina fotografica digitale. L’ho aiutato, poi si era rotto un pezzettino, “papà me la compri” che ne prendo un’altra? E comprai la macchina rotta, la macro era sempre il mio punto di riferimento. Il 105 Sigma è stato il mio primo obiettivo macro, così piano piano da solo, sul forum le ho solo sentite e dopo un po’ hanno incominciato ad apprezzare le mie foto macro. Poi ho conosciuto quei due lì (indica Alberto e Marco ndr.), Alberto l’ho tirato dentro al Circolo, Marco no perché si è tirato dentro da solo. Gli ho venduto il mio 105, la mia macchina fotografica, non quella rotta, la D90. Poi ho preso la D600, dopo la D610 insieme ad Alberto. Poi sono passato al 150 Sigma, mentre Alberto era passato dal 105 direttamente al 180 che poi ho preso anch’io. Il problema è che pesa 1,6 kg. Naturalmente uso il cavalletto, mettendo tutto in manuale. Per me la macro dev’essere ben studiata ed impostata e ogni scatto richiede molto tempo. Per soggetti molto piccoli, che sono vicini al terreno, spesso inverto l’asta del cavalletto e metto la macchina a livello del terreno. Se qualche volta non uso il cavalletto mi capita di portare a casa la macchina letteralmente infangata.

PV: Grazie per tutte le spiegazioni che mi hanno risparmiato un po’ di lavoro, possiamo partire con la multivisione.

GG: Infintamente piccoli, infinitamente grandi

[Proiezione multivisione “Infinitamente piccoli, infinitamente grandi” di Gigi Gallone]

PV: Bravo Gigi, nella prima metà abbiamo visto fiori…


Gigi Gallone

GG: …di orchidee spontanee, poi nella seconda parte ho messo anche altro per non mettere solo orchidee.

PV: Ci racconti dove e come si trovano le orchidee spontanee?

GG: Le orchidee che fotografo io e loro si trovano sempre nella nostra zona. Nel manzanese ce ne sono parecchie, così come lungo il Torre e il Natisone, sono zone molto vicine dove troviamo sia le prime che le ultime. Poi qualche volta si va a Osoppo, ma raramente, perché quello che c’è ad Osoppo c’è anche da noi.

AF: Castelmonte, Cimolais…

GG: A Cimolais ci sono le scarpette delle Madonna. L’unica orchidea montana che andiamo a fotografare noi tre, la troviamo a Cimolais, un altro posto è a Cave del Predil dove ce ne sono parecchie. Naturalmente crescono sempre, sempre, sempre negli stressi punti anno dopo anno.

Pubblico: Che differenza c’è tra il 105 ed il 180?

GG: Il 105 per un’APS-C va benissimo, passando su una full-frame è meglio il 150 o il 180. Comunque con il 105 hai meno sfuocato, con il 180 hai comunque uno sfuocato migliore

Pubblico: Gigi tu non usi obbiettivi vintage?

GG: In pratica no, ho il Fujinon 55mm che tengo sempre nella borsa ma che tiro fuori raramente. Lo uso in condizioni di sole con bagnato.

Pubblico: Ci sveli qualche piccolo segreto sulle farfalle?

GG: Le farfalle si vanno a fotografare al mattino presto, quindi si parte con il buio. Ormai conosciamo i posti e sappiamo dove andare. Poi ci vuole la fortuna di trovale, a volte si torna a casa a mani vuote, perché non ci sono. Ogni tipo di farfalla ha una sua stagione ed una sua zona. Per esempio di melanarge ce ne sono a decine che girano quando è la stagione giusta. Un altro buon momento è il tramonto, che per me è bellissimo.

Pubblico: Adesso dovresti dirci i posti però…

GG: Ma non serve, certe volte non so cosa fare, chiamo Alberto, “Sei libero?”, andiamo qua, andiamo là, stiamo via un’ora…

Marco Zamò: Bisogna essere in pensione…

[Risate]

GG: Quando andrai in pensione farai anche tu quello che faccio io.

MZ: Quando?

GG: Prima o poi ti tocca.

RB: Gigi fai anche tu più scatti sullo stesso fiore per poi unirli in post produzione?

GG: A volte sì, è raro, ma a volte sì. Con le farfalle di solito no, perché dev’essere a posto con un solo scatto. Lo stesso vale per i fiori, ma ci sono dei fiori che sono molto difficili da fotografare, per esempio le primula sono maledette per un macrista. Il fiore è molto lungo e molto basso sul terreno, in quel caso puoi fare più scatti la farfalla invece è piana. Adesso, speriamo, escono i crocus e si mette a fuoco solo il pistillo, il resto va fuori fuoco ed è bello così. A me non piace vedere un crocus in cui tutto è a fuoco, mi piace vedere lo sfuocato della lente.

Pubblico: Diaframmi?

GG: 2,8

Pubblico: Sempre 2,8?

GG: Quando c’è qualche fiore in cui ho bisogno di più profondità di campo, come la primula, chiudo un po’ verificando che lo sfondo rimanga ben sfuocato e di solito è molto difficile.

PV: Se non vi vengono in mente altre domande adesso, dopo ci sarà un altro round. Ci racconti di quella volta che avete dovuto prendere una bottiglia di vino per poter ritornare a casa?

GG: Una volta, una domenica sera mi pare, avevamo deciso di andare a fare un tramonto, che di solito non è nel nostro armamentario. Dove andiamo, dove non adiamo, decidiamo di andare verso Grado, all’altezza di Belvedere ci hanno che c’era un cimitero, un bel posto, con una vista sul mare, siamo andati, abbiamo fatto un po’ di strada in mezzo ai campi

AF: Aspetta, raccontala giusta, ci avevano detto di stare attenti perché ad una certa ora chiudevano.

GG: Io avevo visto quel benedetto cancello in mezzo ai  campi, ma era tutto arrugginito, tutto rotto, bah, figurati se vengono a chiudere il cancello. “Orario di chiusura alle 17.00” diceva il cartello. Siamo andati, non abbiamo fatto nessuna foto perché, come al solito, il tramonto faceva pena. Siamo stati lì un po’, torniamo indietro, alle 17.10 il cancello è chiuso.

[Risate]

GG: E non potevamo passare, abbiamo lasciato la macchina lì, con lo zaino in spalla, al freddo perché era inverno, abbiamo fatto un paio di chilometri a piedi fino al primo bar. Lì abbiamo chiamato Carlo, vieni a prenderci perché papà è rimasto chiuso dentro. Poi il signore, gentilissimo, del bar ha fatto un paio di telefonate e abbiamo scoperto chi aveva le chiavi del cancello, una perpetua di Belvedere. Siamo andati da questa qua, ne abbiamo sentita una per colore, “Son tutti che restano chiusi dentro là!”, “Siora è successo anche a noi, se vuol farci la cortesia ci apre se no torniamo domani”. La signora arrabbiatissima è ci ha accompagnato fino a là e ci ha aperto il portone. Alberto giustamente era contentissimo e disse “Siora, merita una bussada!”, “No, no, no!!!”.

[Risate]

GG: “Bon siora, almancul une butilje di vin”, “Ma che sedi un cabernet, ma di chel bon!”.

PV: Gli avete portato la bottiglia?

GG: Macché non ancora.

PV: Procediamo con le foto.

[Proiezione e commento delle foto di Gigi Gallone]

PV: Invito di nuovo tutti i Compagni di Merende. Qual è il prossimo progetto che avete in mente?

GG: Macro.

PV: Si fanno tutto l’anno?

GG: Sempre, tranne questo periodo qua di dicembre e gennaio.

PV: I prossimi soggetti quali sono?

GG: I bucaneve che stanno venendo fuori adesso, i crocus, poi i denti di cane, polmonaria, anemone. In quel periodo andiamo fuori tutti i giorni. Ma è bello eh!

DB: Io voglio fare i complimenti a tutti e tre che sono bravissimi.

[Applausi]

Pubblico: Usate qualcosa per l’illuminazione?

GG: Quasi mai, né flash né altro. Rarissime volte ho usato la pila, in condizioni di controluce molto forte. Poi quando c’è molta luce usiamo l’ombrello. Volendo si può usare anche un pannello riflettente ma è più difficile da usare.

PV: Abbiamo finito le domande, Alberto ha fame, facciamo ancora un applauso ai Compagni di Merende e ci rivediamo la prossima volta.

 

 

Lunedì 20 febbraio alle 20:30, presso il Palmanova Outlet Village (sala riunioni 1° piano), gli autori del workshop “Il progetto fotografico”, sotto la direzione artistica di Alberto Missana, ci mostreranno e racconteranno i loro splendidi lavori:

 

SPATIUM – Mauro Valeri

SPATIUM – Mauro Valeri
Guardare lo spazio con gli occhi chiusi, immaginando le forme, i colori e le luci che lo circondano perdendosi nella fantasia di chi, sommando la fantascienza con la realtà, crea un universo tutto suo. Pianeti, lune e stelle che nella realtà a noi conosciuta non esistono ma che in galassie lontane oltre la nostra fantasia potrebbero esistere.

 

ALZHEIMER, IL NON LUOGO – Silvia Paulin

ALZHEIMER, IL NON LUOGO – Silvia Paulin
Il “non luogo” non ha ne passato ne futuro ed il presente è un soffio.

 

PERSONALITY – Ilaria Zanelotto

PERSONALITY – Ilaria Zanelotto
Ho voluto interpretare la parola personality in due concetti: la passione che viene espressa attraverso un’azione che compie il modello, il carattere che viene rappresentato dai colori applicati sul volto.
Il tutto viene racchiuso in un’istantanea, in quanto la passione può cambiare o modificarsi in un’istante.

 

IL CAFFE’: UN MOMENTO PER SE’ E CON GLI ALTRIFlavia Lavezzi

IL CAFFE’: UN MOMENTO PER SE’ E CON GLI ALTRI – Flavia Lavezzi
La parola che tendenzialmente si associa a quella del caffè è pausa. Effettivamente, senza pensare solo alla pausa caffè sul lavoro, seppur molto importante, solitamente il momento caffè è un momento particolare.
Il caffè si beve da soli, a casa, al bar, la mattina, il pomeriggio o la sera… il caffè si beve in compagnia… quante volte diciamo “dai che ci beviamo un caffè”.
E’ sempre un’interruzione di qualcosa che ci porta a bere un caffè e ogni situazione rappresenta un momento piacevole.
Osservare i gesti e le espressioni delle persone durante queste pause è quanto ho iniziato a fare con le mie fotografie…

 

FLAMENCO RED PASSION – Monica Simonetti

FLAMENCO RED PASSION – Monica Simonetti

 

FOTOGRAFARE LA MUSICA – Angelo Salvin

FOTOGRAFARE LA MUSICA – Angelo Salvin
Spazi di muri e pareti bianche, accarezzati dalle note si animano, accolgono giovani che con i loro strumenti colorano e danno vita fino al calar della sera.

 

WOOD LIFE – Adriana Iaconcig

WOOD LIFE – Adriana Iaconcig
Alberi alti e sottili che svettano alla ricerca del cielo libero; ruscelli che saltano giù da declivi scoscesi per immergersi in limpide e gelide acque color smeraldo; fitti muschi di un verde brillante che proteggono i fusti degli alberi dai rigori di una vallata severa ed austera in perenne conflitto tra la superba bellezza delle foglie rosse del carpino che tappezzano il bosco e le rocce incombenti che non danno vie d’uscita, quasi a proteggere questo nascosto paradiso di una natura ancora primigenia. In mezzo a questo una solitaria baita nata dalla stessa natura, abitata di una vita di piena immersione nella stessa natura: “Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita (…) per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto. (…) Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo della vita.” (tratto dal film “L’Attimo Fuggente”).

 

LO ZEN E L’ARTE DEL RAKU – Cristina Noacco

LO ZEN E L’ARTE DEL RAKU – Cristina Noacco
C’è un legame forte come la vita, lieve come l’esistenza, che unisce la filosofia zen, la ceramica raku e i versi brevi dell’haiku. Queste tradizioni giapponesi condividono l’amore per l’essenzialità, la meditazione e l’osservazione della natura, modello di ogni attività umana.

 

ACQUA TRA LE DITAAngela Pramparo

ACQUA TRA LE DITA – Angela Pramparo
Nasce dal desiderio di incontrare la mia famiglia in un modo particolare, più generazioni, bisnonne, figli, nipoti e pronipoti con la voglia di sperimentare. L’acqua: il filo conduttore che per me rappresenta la vita che scorre. Il movimento del fluido fra le dita come un gioco d’amore con il tempo che passa.

ABBANDONI – Rolando De Cecco

ABBANDONI – Rolando De Cecco
Troppe volte nel nostro frenetico andare vediamo case abbandonate. Troppe volte non ci chiediamo da chi e perché è stata costruita in quel luogo e quanta fatica è stata profusa, quanto ingegno e maestria nell’erigerla. Troppe volte dimentichiamo che le “quattro mura” hanno visto nascere e crescere nuove vite e che in esse ci furono storie di amori, rancori, simpatie, antipatie e perché no di canzoni cantate a squarciagola. Ora solo la luce e il vento la fanno da padroni. In queste brevi considerazioni forse rientra anche questa casa.

 

FATE L’AMORE NON FATE LE GUERRE – Rinaldo Asquini

FATE L’AMORE NON FATE LE GUERRE – Rinaldo Asquini
Tutto iniziò il 28 giugno 1914 a Sarajevo. La causa è sempre la stessa di ogni guerra: “oppressi e oppressori “.
“Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri che muoiono”.
JEAN-PAUL SARTRE

 

FANGO – Fabiana Boscarol

FANGO – Fabiana Boscarol
“Lasciate entrare il cane coperto di fango, si può lavare il cane e si può lavare il fango. Ma quelli che non amano ne il cane ne il fango, quelli no, non si possono lavare.” (Jaques Prevèrt )
“Il cane sembra non appartenere a questa terra, ci insegna ad amare, disconosce i sentimenti devastanti molto diffusi tra gli uomini. L’odio e il rancore li lascia ben volentieri a noi.”

SEQUOIA, LA MUSICA DELL’ANIMA – Matteo Pivotto

SEQUOIA, LA MUSICA DELL’ANIMA – Matteo Pivotto
La musica è manifestazione di piacere, sentimento, arte. È un messaggio trasmesso per mezzo di un’armonia di suoni. Il musicista è un autore, ma anche un interprete di quel messaggio.
E chi, invece, la musica la “costruisce”? La maggior usabilità dello strumento, la sua struttura meccanica, la qualità acustica.. sono frutto della scelta del suo creatore, e il suono che ne deriva è quello che egli stesso gli ha voluto conferire, e cioè l’“anima” dello strumento.
Questo racconto per immagini è la storia della passione di un uomo, Roberto Buttus, per il saxofono, anzi… per il suo saxofono, il “Sequoia”, da lui progettato e costruito, anche a partire dalla riparazione di altri sax.
Il Sequoia è quindi l’espressione della musica del suo artefice, la “musica dall’anima”, l’occasione per concretizzare la sua passione.

 

A LIGHT STORY – Alessandra Ballarin

A LIGHT STORY – Alessandra Ballarin
Light come ‘luce’, light come ‘leggero’ A volte gli oggetti ci raccontano una storia inaspettata, se sappiamo lasciarci ispirare.

 

SKATE PARK! – Roberto Pinna

SKATE PARK! – Roberto Pinna

 

Ingresso libero fino a raggiungimento capienza della sala.
Grazie a Palmanova Outlet Village per l’ospitalità.

 

INCONTRO CON IL FOTOGRAFO NATURALISTA

LUIGI PICCIRILLO

 

SABATO 18 FEBBRAIO, ORE 20.30
FOLEDOR BOSCHETTI DELLA TORRE – MANZANO, VIA NATISONE 24

Luigi Piccirillo, fotografo naturalista Toscano di fama internazionale, farà scorrere sul grande schermo del Foledor Boschetti della Torre alcune delle sue storie fotografiche più belle. Sarà una visione viva e ricca di suggestioni naturalistiche, che non si fermerà al semplice livello descrittivo e documentaristico, ma porterà in sé quegli elementi di interpretazione e di caratterizzazione assolutamente personali che tanto successo hanno raccolto in tutto il mondo.

Ingresso libero, fino al raggiungimento della capienza della sala

 

 

 

 

 

 

TEATRO P. P. PASOLINI CASARSA DELLA DELIZIA

Lunedì 16 Gennaio 2017 – Ore 20:45

 

“OMAGGIO ALLA MONTAGNA”

Serata di proiezioni in multivisione del CFP in collaborazione
con “Amici della Montagna” di San Giovanni di Casarsa
Associazione “Pro Casarsa della Delizia
Comune di Casarsa della Delizia

Presenta: Loris Castenetto

 

Paesaggi invernali

La geometria dei disegni tracciati dall’uomo con il suo lavoro nei campi, i fiumi sinuosi che si snodano in pianura, le cime che sembrano isole in un paesaggio fiabesco e le innumerevoli gradazioni di colore delle montagne…

di Giuliano Aita

Breath of the Earth

A volte di proposito, e altre per caso, ho avuto la fortuna di assistere alla nebbia, che, offuscando la nostra vista, ci fa percepire le aguzze sagome e le ombre dei Giganti alpini…

di Matteo Cefarin

Matajur

Arrivare alla vetta è semplice, sempre dritto fino alla cima, dove c’è la chiesetta del Cristo Redentore. È la montagna che tutti i friulani conoscono…

di Carlo Gallone

Inspired By Iceland

Un mondo a parte. La magia dell’Islanda, tra montagne e ghiacci e la danza eterna dell’aurora boreale…

di Marco Manzini, Stefano Rossi, Paolo Vercesi, Daniele Favret e Yan Bertoni

The Norsphere Project

I panorami lungo le strade costiere e dietro ogni curva e oltre ogni montagna si sono susseguiti affascinanti e ricchi di quelle atmosfere che avevamo solo immaginato…

di Paolo Vercesi, Daniele Favret e Lorenzo Gottardo

 

Ingresso libero

Come arrivare

Lunedì 19 dicembre, presso il Palmanova Outlet Village, gentilmente concesso, si è svolto l’Autofocus # 7, con protagonista la fotografa Cristiana Damiano.
Serata riuscitissima, sala stracolma di pubblico, bellissime immagini e splendide multivisioni, realizzate anch’esse dalla bravissima fotografa.
Come sempre, c’è stata l’intervista del nostro Paolo Vercesi:

Cristiana Damiano

Paolo Vercesi: Incominciamo con le domande semplici, nome e cognome?

Cristiana Damiano: Cristiana Damiano

PV: Professione?

CD: Impiegata

PV: e fotografa…

CD: Naturalista

PV: Come si diventa fotografi naturalisti?

CD: Bisogna avere una grande passione. Fin da piccola sono stata un’amante della natura, sono cresciuta a documentari piuttosto che a cartoni animati grazie ai mie nonni che mi hanno fatto vedere questi documentari, così ho sempre avuto questo interesse per la natura e ho sempre avuto occasioni per stare a contatto con la natura. E’ stato quasi logico poi, avendo in mano una macchina fotografica, voler fotografare e poi vedere le fotografie. Ovviamente non ero soddisfatta dei risultati ed è stato logico cercare di migliorare di migliorare. Ho conosciuto Daniele che mi ha aiutato molto, specialmente all’inizio, a migliorare la mia tecnica. Non avevo la possibilità di fare un corso, vedevo queste belle fotografie e volevo raggiungere dei risultati, ma era difficile e non ci riuscivo. Alla fine con passione, studio e confronto con gli altri sono pian pianino migliorata.

PV: Al di là dei risultati cosa significa fare fotografia naturalistica?

CD: Nella fotografia naturalistica metto tanta passione, conoscenza, studio. Far fotografia naturalistica significa comunque saper quello che si va a fotografare, conoscere l’ambiente, il territorio.

PV: Quest’anno abbiamo già avuto una fotografa naturalistica ospite di Autofocus, ma non è comune trovare delle donne che si occupa di questo tipo di fotografia. C’è qualcosa di diverso tra l’approccio di uomo e di una donna alla fotografia naturalistica?

CD: Sicuramente noi donne fotografe siamo in numero minore rispetto agli uomini, questo fa sì che comunque per raggiungere una certa visibilità dobbiamo impegnarci di più. A livello di fotografia, dal mio punto di vista un uomo punta e sta più attento alla tecnica, magari anche in certe fotografie di animali cerca di cogliere l’azione. D’altra parte noi donne cerchiamo di essere più attente al dettaglio o all’atmosfera. Ma non è sempre detto, perché sia nella fotografia maschile che in quella femminile troviamo comunque entrambi gli aspetti. Alla fine penso che il carattere che si ha o il percorso professionale che si è vissuto influiscano di più.

PV: Dettagli e piccole cose sono un po’ i soggetti della prima multivisione, si tratta di fiori quindi di un soggetto non troppo comune per un montaggio. Come mai hai scelto questo soggetto?

CD: E’ proprio per l’attenzione ai dettagli. Anche se cammino in un paesaggio molto bello, la mia attenzione ed il mio occhio cadono sempre sul particolare. Mi piace molto fotografare i fiori, cercando di ambientarli e riportare in fotografia l’immagine che vedo in quel momento.

PV: Come s’intitola?

CD: Dal buio ai colori, perché è un viaggio attraverso i colori nel succedersi delle varie fioriture.

[[Multivisione “Dal buio ai colori”]]

© Cristiana Damiano

[[applausi]]

PV: Complimenti per le immagini ed ancora di più per il montaggio della multivisione veramente ben realizzata. Vediamo se c’è qualche domanda dal pubblico…

FC: Solo complimenti.

CD: Grazie.

PV: Abbiamo visto tante situazioni diverse in cui sono stati ripresi questi soggetti, dall’estate all’inverno. Qual è la tua situazione ideale per questo tipo di foto?

CD: Anche per i fiori le situazioni migliori si hanno sempre all’alba o al tramonto. L’alba può essere più magica per la luce, la brina o la rugiada del mattino, che creano delle bellissime situazioni di luce. Ma anche il tramonto con i suoi colori caldi può essere interessante magari per una silhouette.

PV: La stagione preferita?

CD: A prescindere dalla mia stagione preferita che è l’inverno, per i fiori preferisco la primavera.

PV: Fiore preferito?

CD: Bella domanda, in realtà non so risponderti, sicuramente le pianelle, orchidee molto colorate mi attraggono e non posso rinunciare a fotografarle, ma anche i semplici bucaneve o l’epatica sono tra i miei preferiti anche se non ho un preferito in particolar.

PV: Un’uscita come nasce?

CD: Nasce sapendo cosa si va a fotografare. Ogni stagione ha le sue fioriture e bisogna prepararsi. Bisogna studiare dove cresce, l’illuminazione del posto, capire se è meglio per l’alba o per il tramonto. Sicuramente bisogna proteggersi dalle zecche, che sono sempre in agguato.

PV: Qualche suggerimento per lo scatto?

CD: Il cavalletto, che all’inizio non usavo ma poi mi è stato consigliato. Studiare molto la composizione in fase di scatto, stando attenta a non includere elementi di disturbo e facendo molta attenzione a non interferire con l’ambiente, il fiore o il soggetto che sto andando a fotografare.

PV: Già con i fiori eravamo su un argomento non molto comune, la prossima multivisione è sugli insetti che sono dei soggetti ancora più rari. Cosa ti attrae degli insetti?

CD: Perché ridi?

[[Risate]]

CD: Beh alcuni insetti, o forse più i ragni, possono suscitare una forma di repulsione a certe persone. Per me sono animali che nel loro piccolo mondo rappresentano un universo. Mi piace ambientarli e ritrovo il loro universo anche in un piccolo pezzo di prato. Mi piace molto vedere cosa fanno e studiarli, in generale osservarli.

PV: E non occorre andare troppo lontano…

CD: In pratica li fotografo spesso sotto casa. Altre vado in Carso, ma resto sempre nelle nostre zone.

PV: Passiamo alla seconda multivisione che s’intitola?

CD: Ali, elitre e fili di seta

[[Multivisione “Ali, elitre e fili di seta”]]

© Cristiana Damiano

[[applausi]]

PV: Di nuovo complimenti, vediamo se dal pubblico si sono riscaldati.

FC: Dicevi che non c’è molta differenza tra l’interpretazione femminile e maschile di questi soggetti, io invece ho notato una connotazione femminile molto forte, dal punto di vista della composizione e della ricerca delle atmosfere giuste. Secondo me c’è una forte differenza tra come fotografa un uomo e come fotografa una donna, sia per quanto riguarda gli animali che i fiori. Non è una domanda, ma un’affermazione…

CD: Grazie. Credo comunque che ci siano dei fotografi maschi che trasmettono molto anche in termini di atmosfere.

GM: Ci racconti qualcosa della tua partecipazione a Genius Loci?

PV: Le fotografie che avete visto in queste due multivisioni sono state realizzate nei nostri territori, faccio parte di un blog di fotografia naturalistica che si chiama Genius Loci che ha lo scopo di fotografare e divulgare la conoscenza ed il rispetto dell’ambiente proponendo fotografie del proprio territorio. Siamo quattordici fotografi ed ognuno propone le fotografia della sua zona. Penso che sia importante, per un fotografo naturalista, dedicarsi al proprio territorio impegnandosi per rappresentarlo al meglio e per aumentare la cultura del rispetto. Questa missione si sovrappone in parte alle responsabilità che derivano dall’essere anche una socia dell’AFNI (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani).

AF: Che obiettivi usa?

CD: Vado dal macro al 300mm. Il 300 lo uso soprattutto per le foto di insetti, ad esempio i cervi volanti stanno sui rami degli alberi e serve una focale lunga per cercare di raggiungerli.

PV: Passiamo al commento delle foto

[[Commento alle foto da parte di Cristiana Damiano]]

© Cristiana Damiano

PV: Grazie per averci portato delle foto così belle scattate in posti a noi vicini. Adesso però faremo un viaggio in un posto che molte di persone presenti stasera hanno fatto. Una sorta di meta obbligata…

Luigino Snidero: …di pellegrinaggio…

PV: per il fotografo naturalista. Cosa si cerca in un viaggio in Islanda? Perché lo si fa?

CD: Guarda io in Islanda, non vorrei essere ripetitiva, volevo andarci fin da bambina. Vedevo sempre quei documentari con quei vulcani. Se non proprio l’Islanda, volevo visitare un luogo con fenomeni geotermici che mi hanno sempre affascinato. L’Islanda era una meta abbastanza accessibile, non è dall’altra parte del mondo, che mi permetteva di vedere quei posti. Poi c’erano moltissime altre fotografie da fare, ci sono dei paesaggi talmente diversi: deserti, lagune ghiacciate, l’oceano, montagne, cascate, zone geotermiche, laghi, di tutto e di più. Rappresentava un po’ tutto quello che volevo fotografare, poi vedendo le immagini degli altri fotografi ero incuriosita e volevo vedere quei posti con i miei occhi. C’è stata l’occasione e abbiamo organizzato questo viaggio, anzi questi viaggi perché ci sono stata due volte. Nel primo viaggio abbiamo visto i luoghi più comuni e più turistici perché volevo vedere anche quelli. Poi, soprattutto nel secondo, abbiamo cercato di vedere dei posti nuovi al di fuori delle strade principali.

PV: Avete già organizzato il prossimo viaggio?

CD: Non ancora, ma lo faremo.

AM: Siccome ho visto quel lago [lago Circonio o Cerkniško jezero ndr] e mi sembra un posto isolato, non mi dirà che ci va da sola in quei posti. Non ha paura?

CD: Di solito ci vado da sola. Quello è un posto abbastanza tranquillo.

AM: Ma faccia attenzione!

[[Risate]]

CD: A dire il vero ho fatto qualche incontro un po’ strano ma innocuo. Ero in mezzo al lago con i miei stivali da pescatore, ad un certo punto noto un personaggio che si avvicina e che incomincia a girare intorno alla mia automobile, di solito non lascio niente e non ero preoccupata più di tanto. Comunque lo tenevo d’occhio e dopo un po’ ha incominciato ad avvicinarsi anche se non aveva gli stivali e non poteva avvicinarsi. Si è messo lì ad aspettare che finissi di fotografare, io stavo già sbuffando perché stava lì a guardarmi e non capivo cosa voleva. Uscita dal lago lo saluto, risponde al saluto ed incomincia a seguirmi mentre mi dirigevo verso l’automobile. Inizia a domandarmi chi ero, cosa facevo e non ero molto a mio agio fino a quando non mi ha dato il suo biglietto da visita. Era un dietologo!

[[Risate]]

CD: Abbiamo chiacchierato un po’ di fotografia e alla fine è stato abbastanza simpatico, anche se la sua presenza all’inizio mi preoccupava e poi mi infastidiva. Altri incontri “brutti” o particolari non ne ho fatti. Nei boschi, invece, bisogna fare un po’ più di attenzione, specialmente agli animali.

PV: Altre domande? No. Vediamo la multivisione?

CD: Sì. Islanda, equilibrio di estremi.

[[Multivisione “Islanda, equilibrio di estremi”]]

© Cristiana Damiano

[[Applausi]]

PV: Di nuovo belle immagini e molte anche di luoghi inediti. Le foto dall’alto come le avete fatte?

CD: Sono state fatte da un Cessna. Abbiamo avuto la fortuna di andare durante l’eruzione del vulcano Bárðarbunga anche se fino all’ultimo non sapevamo se c’erano voli per raggiungere l’Islanda prima e per sorvolare il vulcano dopo. Pochi giorni prima della partenza mi ero informata per sorvolare il vulcano, ma i prezzi erano improponibili, più di mille euro a testa. Poco prima di partire avevo trovato il sito di una piccola compagnia aerea islandese che opera il soccorso aereo all’interno dell’isola. Gli aerei non erano proprio adatti alla fotografia ma il giro era alla nostra portata. Alla fine abbiamo dovuto aspettare 4 giorni, su 10 di viaggio, prima che ci fossero le condizioni favorevoli al sorvolo, ogni giorno dovevamo andare all’agenzia per avere degli aggiornamenti. E’ stato anche un po’ snervante, non sapevamo se avremmo sorvolato il vulcano e nel frattempo non potevamo allontanarci troppo dalla zona. Finalmente siamo riuscito a volare sopra il vulcano anche se il volo non è stato dei più confortevoli, al ritorno ho quasi baciato la terraferma. E’ stata un’emozione unica e spero che mi capiti ancora di sorvolare un vulcano in eruzione.

PV: Non siamo sicuri di volertelo augurare…

[Risate]

PV: Qualche altra domanda?

FC: Le aurore?

CD: Erano molto deboli, abbiamo fatto qualche foto ma non sono venute come volevo. Vorrei tornare proprio per realizzarle in certi posti che ho già in mente.

PV: Credo che qualcuno abbia già iniziato a pensare ad organizzare un viaggio in Islanda, hai qualche suggerimento da dare? Qualche posto imperdibile.

CD: Come dicevo prima, il primo viaggio l’abbiamo fatto esplorando le zone turistiche più classiche e le zone limitrofe. Il secondo viaggio abbiamo lasciato le strade principali senza tanta programmazione. L’Islanda è un posto da scoprire abbandonando le mete classiche.

PV: Quindi bisogna andare almeno due volte.

CD: Anche tre o quattro…

PV: Grazie di nuovo per la tua partecipazione.

[[Applausi]]

 

La serata si è conclusa con taglio del panettone artigianale della Rosa di Cervignano e brindisi augurale con ribolla e prosecco per tutti gli ospiti.

 

 

 

 

 

 

 

A grande richiesta dei Soci, vi proponiamo il numero zero di CFP Academy, il nuovissimo appuntamento periodico del CFP, che per questa occasione sarà dedicato a Proshow (Gold e Producer).

Lunedì 12 dicembre alle 20:30, in sede al Circolo, Paolo Vercesi ci illustrerà il funzionamento e la filosofia dietro a questo diffusissimo software per la produzione di multivisioni.
La serata sarà riservata esclusivamente ai Soci in regola con il tesseramento 2017. Sarà comunque possibile tesserarsi direttamente al Circolo prima dell’inizio della lezione.

proshow

 

Ma cos’è CFP Academy?
Si tratta di serate didattiche durante le quali uno o più Soci esperti illustreranno le loro conoscenze fotografiche su argomenti specifici.
Si spazierà dall’uso di software particolari, alle tecniche di lavorazione delle immagini con Lightroom/Photoshop, all’utilizzo pratico di macchina fotografica, lenti e accessori (anche eventualmente con uscite in campo, non solamente in aula).
Il tutto anche in risposta a specifiche richieste dei Soci.
La cadenza sarà grossomodo mensile.

Le lezioni di CFP Academy si svolgeranno tutte presso la sede del Circolo e saranno riservate esclusivamente ai Soci in regola con il tesseramento 2017.
Al termine di ciascuna lezione verranno dedicati alcuni minuti per ascoltare le richieste dei Soci per la programmazione delle lezioni a seguire.

La lezione numero 1 di CFP Academy è già pianificata per il 30 Gennaio 2017, state sintonizzati!

Due nuovi appuntamenti attendono il CFP nel capoluogo Friulano durante il mese di dicembre.

Si comincia Martedì 13 Dicembre alle 18:15 presso la Scuola Superiore dell’Università di Udine, via Gemona, Palazzo Di Toppo Wasserman: Club Unesco e CFP presentano “Omaggio alla montagna”:

ficlu logo

Si tratta di 7 nostre multivisioni:

giulianobig

“Paesaggi Invernali”: sorvolando il nostro territorio alla scoperta d’insoliti punti di vista di Giuliano Aita

 

cover1-1024x576

“Matajur”: un viaggio sulla splendida montagna “di casa”, alla ricerca dell’attimo e della luce perfetta, di Carlo Gallone.

 

pulsatilla-rid1-1024x683

“Macro”: il piccolo mondo dei fiori e degli insetti è tanto complicato, quanto meraviglioso. Di Gigi Gallone.

 

“The King”: sua maestà il Martin Pescatore! Di Marco Zamò e Francesco Vignando.

“The King”: sua maestà il Martin Pescatore! Di Marco Zamò e Francesco Vignando.

 

“A casa di Yoghi”: nei boschi, alla ricerca dell’orso bruno e degli altri abitanti. Di Alessandro Laporta.

“A casa di Yoghi”: nei boschi, alla ricerca dell’orso bruno e degli altri abitanti. Di Alessandro Laporta.

 

“Waterflow”: le forme dell’acqua delle nostre montagne. Di Alessandro Laporta.

“Waterflow”: le forme dell’acqua delle nostre montagne. Di Alessandro Laporta.

 

“Inspired by Iceland”: La magia dell’Islanda e dei suoi “fuochi d’artificio” naturali. Di M. Manzini, S. Rossi, P. Vercesi, D. Favret, Y. Bertoni.

“Inspired by Iceland”: La magia dell’Islanda e dei suoi “fuochi d’artificio” naturali. Di M. Manzini, S. Rossi, P. Vercesi, D. Favret, Y. Bertoni.

 

Sabato 17 Dicembre saremo dalle 20:00 all’Hotel Cristallo di Piazzale D’Annunzio 43 al convegno degli amici del Consorzio Apicoltori della Provincia di Udine.

schermata-2016-12-01-alle-19-32-52

Presenteremo 2 multivisioni:

 

pulsatilla-rid1-1024x683 “Macro”: il piccolo mondo dei fiori e degli insetti è tanto complicato, quanto meraviglioso. Di Gigi Gallone.

“Macro”: il piccolo mondo dei fiori e degli insetti è tanto complicato, quanto meraviglioso. Di Gigi Gallone.

 

Amiche Operaie: le nostre amiche api attraverso l'obiettivo del fotografo. Di Alberto Fornasin, Marco Gon e Gigi Gallone

“Amiche Operaie”: le nostre amiche api attraverso l’obiettivo del fotografo. Di Alberto Fornasin, Marco Gon e Gigi Gallone

 

In occasione dell’evento del 26 novembre con Rafael Rojas al teatro G. Modena di Palmanova sono stati raccolti tra i 400 spettatori ben 976 euro, da destinare alla ricostruzione di Castelluccio di Norcia.
Abbiamo già provveduto a versarli sull’IBAN che è stato appositamente attivato dal Comune di Norcia: IT48M0631538580100000300005 con causale: EVENTO SISMICO DEL 24/08/2016 (PRO CASTELLUCCIO).
A tutti voi che avete onorato con la vostra generosità una bellissima serata di fotografia, grazie di cuore di contribuire alla ricostruzione di uno dei più bei “santuari” della fotografia al mondo!

Il bonifico effettuato da CFP a favore della ricostruzione di Catelluccio

Il bonifico effettuato da CFP a favore della ricostruzione di Castelluccio di Norcia