Stesso ragionamento, fatto non con la luce ma con la geometria, l'occhio entra nell'immagine e viene catturato dalla diagonale del pontile che lo spinge verso lo sfondo, verso fuori, ma è costretto a tornare indietro per il magnetismo della figura umana. Questa contrapposizione serve, secondo me, a dare vita, dinamica, a ciò che sarebbe la normalità della prospettiva, cioè lei che guarda verso il pontile alla fine della linea fuga. Sono scelte, discutibili probabilmente.
Sono tutte due immagini in cui l'occhio fatica, raramente sono armonico.