Autore Topic: provocazione  (Letto 460 volte)

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Ottobre 17, 2019, 12:13:30 pm
Risposta #20
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Fermo restando quello già detto e se siamo qui e se parliamo di fotografia è per farlo divertendoci e non per crearci problemi, io aggiungo che se la nostra fotografia è intesa come espressione non intima, quindi finalizzata all'uso sono nostro (e qui si aprirebbe un altro interessantissimo discorso, la fotografia come crescita, terapia, etc,…) ma è destinata ad altri….beh allora il suo scopo è necessariamente quello di trasmettere un'espressione emotiva. E per emozione intendo qualsiasi emozione, messaggio o sentire che l'autore ha inteso inviare con il suo scatto….


Ottobre 17, 2019, 02:18:26 pm
Risposta #21
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  • Quando si giudica una foto bisogna essere obiettiv

Scusami Federico, a me neanche per un istante la foto che proponi ha dato l'impressione di una persona "abbagliata", anzi, tutt'altro: la mia lettura è quella di una persona fortemente concentrata sull'ascolto o in fase creativa. La parte geniale di questa foto è la postura del braccio, che sottolinea il momento solenne che il musicista sta vivendo tutto da solo, dentro di sè.
Poi magari ha davvero solo chiuso gli occhi per le luci. La bravura del fotografo sta anche nello scegliere, tra una serie di foto apparentemente simili, quella più espressiva e significativa, che implica una certa cultura e conoscenza del soggetto, sia esso un cervo o un musicista (Sibelius, non Cocciante :) )...

Grazie Luigino, anch'io cosi!  Questo è solo un esempio. Lo scopo finale è quello che comunque è sempre meglio, utile e  costruttivo parlare , raccontare e confrontarsi nell'esporre le fotografie. Così ha senso un forum, altrimenti la sola pubblicazione di foto e l'attesa di un consenso ha poco a che fare con le prerogative di circolo fotografico. :ok:


Ottobre 17, 2019, 10:42:36 pm
Risposta #22

Salve a tutti,
la prima foto di Lorenzo è molto " classica " di quando si fotografa degli animali selvatici in ambiente controllato. Bella quanto si vuole (complimenti al fotografo) ma l'erbetta tutta alla stessa altezza, il maschio bene in carne pur in periodo di bramito, etc.. mi fanno pensare che l'ambiente attorno ai soggetti sia un allevamento .
La seconda è fatta in bosco (la lunghezza focale dimostra che il cervo si trovava molto vicino al fotografo) e, che piaccia ad altri o meno, a me emoziona e questo credo sia importante; chi ha vissuto questo incontro nel bosco può capirmi perché fotografo e fotografato hanno in corpo un bel tasso di adrenalina.
Non comprendo invece mettere sullo stesso piano la fotografia fatta in un ambiente recintato con quelle scattate da un capanno . Chi è stato in capanno sa che non è scritto da nessuna parte che l'apparizione del soggetto desiderato è assicurata. Poi anche nel passato più remoto gli uomini per avvicinare un animale hanno messo in atto tecniche per arrivare a loro vicino, fornendogli del cibo e nascondendosi . Quanto poi ad andare in paesi dove c'è ricchezza di fauna, parchi nazionali, etc o a girare per le montagne del Friuli tutto è, a mio modesto parere, lecito se il disturbo agli animali fotografati è ridotto al minimo. Ricordo comunque che anche tagliare l'erba vicino al fiore per fare una macro non è completamente "wild" 
Finisco complimentandomi con Lorenzo.....voleva far discutere e c'è riuscito . 


Ottobre 18, 2019, 09:58:49 am
Risposta #23
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Salve a tutti,

Finisco complimentandomi con Lorenzo.....voleva far discutere e c'è riuscito .
Ti ringrazio Giacomo …si, hai perfettamente colto lo spirito del mio intervento :)


Ottobre 18, 2019, 06:14:35 pm
Risposta #24

cavoli, questa discussione me la stavo perdendo . Bravo Lorenzo con le tue due foto proposte ha sollecitato notevole interesse e molte risposte fanno riflettere molto sull'approccio che ognuno di noi ci mette nella fotografia. Per quanto mi riguarda tu sai già che mi piace di più la seconda, senza nulla togliere alla prima che esteticamente è molto buona.
Non entro nel profondo dei sentimenti che mi spingono a preferire la seconda ma credo che si avvicinino un po ai discorsi di Ermes


ps. per quanto riguarda la fatica credo che in questo periodo ne abbia fatta di più il cervo  :sarcastic: :sarcastic: :sarcastic:
l'uomo che sposta le montagne comincia portando via i sassi più piccoli


Ottobre 19, 2019, 12:26:14 pm
Risposta #25
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Scusami Federico, a me neanche per un istante la foto che proponi ha dato l'impressione di una persona "abbagliata", anzi, tutt'altro: la mia lettura è quella di una persona fortemente concentrata sull'ascolto o in fase creativa. La parte geniale di questa foto è la postura del braccio, che sottolinea il momento solenne che il musicista sta vivendo tutto da solo, dentro di sè.
Poi magari ha davvero solo chiuso gli occhi per le luci. La bravura del fotografo sta anche nello scegliere, tra una serie di foto apparentemente simili, quella più espressiva e significativa, che implica una certa cultura e conoscenza del soggetto, sia esso un cervo o un musicista (Sibelius, non Cocciante :) )... :ciao:
Condivido le parole di Luigino al 100%, come pure quelle del precedente post. Anch'io ho colto nell'immagine in questione, senza sapere chi essa rappresentasse, una grande forza espressiva, enfatizzata dall'uso sapiente dell'illuminazione.  :ciao:


 

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