In occasione di Autofocus # 1 del 15 Febbraio 2016, abbiamo intervistato il nostro ospite, Felice Cirulli.

Felice Cirulli

Felice Cirulli

Felice ci ha mostrato alcune delle sue splendide multivisioni, che hanno raccolto moltissimi applausi dal folto pubblico presente:

– I love London
– Venezia, la poesia in maschera
– Streeteggiando
– Bodypainting, il festival del colore
– Danimarca: castelli, colori nuvole e …sorrisi
– Ritratto che passione!

 

 

Il pubblico in sala ad Autofocus # 1 - Incontro con Felice Cirulli - Foto di Luigino Snidero

Il pubblico in sala ad Autofocus # 1 – Incontro con Felice Cirulli – Foto di Luigino Snidero

 

Ecco l’intervista:

Paolo: Ciao Felice, sei a tuo agio?

Felice: …Si!

P: Abbiamo appena pubblicato l’intervista a David Noton sul sito del Circolo Fotografico Palmarino, sai che la tua finirà subito dopo?

F: No! (ride)

P: Passiamo ai dati anagrafici: età?

F: Purtroppo ho 57, no 56 anni…

P: Professione?

F: Io sono un promotore finanziario… un brutto lavoro in questo periodo!

P: Stato di famiglia?

F: Sono felicemente coniugato, felicemente papà, con un figlio di 22 anni, che vive in Olanda già da 2 anni: ha lasciato la famiglia molto presto per andare a lavorare e sono molto felice, di nome e di fatto.

MODEL © Felice Cirulli

MODEL © Felice Cirulli

P: Raccontaci un po’ dei tuoi hobby: quando hai cominciato e perché a fotografare?

F: L’unico hobby che ho è la fotografia. Ho cominciato da piccolo a fare fotografia, ero adolescente, avevo appena cominciato a lavorare e con i primi risparmi ho comperato una reflex. Ho anche frequentato un corso di fotografia, di sviluppo e stampa, però poi ho abbandonato presto. Nelle mie velleità di giovane maldestro c’era quella di fare il giornalista da grande. Difatti mi ero anche iscritto ad una scuola di giornalismo a Milano, io vengo da Milano, purtroppo poi sono stato assunto in banca… è andata male…

P: Per te o per la banca?

F: Per tutti e due (ride)

Paolo Vercesi intervista Felice Cirulli - Foto di Marco Marco Manzini

Paolo Vercesi intervista Felice Cirulli – Foto di Marco Marco Manzini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P: Questa predisposizione al giornalismo si vede nelle tue foto, dove c’è sempre il fattore umano: cosa significa per te?

F: Per me è tutto: la fotografia per me è fotografare le situazioni, le persone, gli ambienti… Un ambiente senza le persone non mi dà nessuno stimolo. Vado a cercare appositamente i luoghi dove c’è la gente per poterla fotografare.

P: La foto che ti ha dato più soddisfazioni?

F: Nessuna (ride)… La devo ancora fare.

P: Quali programmi hai in testa per scattare questa foto?

F: Purtroppo faccio fotografia nel tempo libero, durante le vacanze, per cui mi piacerebbe organizzare un viaggio in un luogo classico, ma esotico. Per esempio l’India mi affascina sotto quel punto di vista, ma ce ne sono tantissimi: penso che il mondo sia pieno di posti adatti a fare belle fotografie.

P: Ci hai raccontato che hai cominciato frequentando un corso. Questa sera qui c’è qualcuno che sta frequentando il nostro qui in sala: che suggerimento vuoi dargli?

F: Riguardo alla fotografia il mio punto di vista è che bisogna fare qualcosa che catturi la propria emozione, cioè riuscire a tradurre in un’immagine un’emozione che si vive in una situazione, in un contesto, quando si ha a che fare con persone o meno. Non sopporto invece i ritratti in posa, molto stereotipati, amo invece le fotografie fatte in situazioni più naturali. Quindi una cosa che vorrei consigliare ad una persona che si approccia alla fotografia è quella di fare in modo di cogliere la naturalezza delle situazioni quando si presentano ai suoi occhi.

CARNEVALE DI VENEZIA © Felice Cirulli

CARNEVALE DI VENEZIA © Felice Cirulli

P: Nell’emozione che deve raccontare una foto, quanto conta il fotoritocco?

F: Io il fotoritocco lo uso, ma lo uso in maniera finalizzata ad accentuare l’attenzione sul soggetto, quindi uso poco per esempio la clonatura, piuttosto che cambiamenti di sfondi e altro. A me il fotoritocco serve per accentuare l’attenzione, in modo che l’occhio di chi guarda vada dove voglio io. Quindi vignettatura, piuttosto che accentuazione di cromaticità, contrasti, ecc., ma non cose esagerate.

P: Se apriamo la tua borsa, cosa troviamo?

F: Quale borsa? (ride) La borsa dei sogni? Ci sono 2 borse, quella reale, dove si trova un’attrezzatura abbastanza valida… Con mia moglie ogni tanto devo far finta che qualcosa mi sia stato prestato (ride ancora). Invece la borsa dei sogni è piena di tante belle cose, ma, ripeto, non bisogna puntare l’attenzione sul discorso tecnico, piuttosto su quello creativo. Su quelle che sono le intenzioni rispetto alla fotografia, invece che sull’idea di fare una cosa pulita tecnicamente…

P: Grazie Felice, buona serata!

 

MAGICO CARNEVALE © Felice Cirulli

MAGICO CARNEVALE © Felice Cirulli

Questa è la descrizione che il fotografo dà di se stesso:
“Ho sempre amato la rappresentazione grafica della realtà: attraverso il disegno, quando non avevo che matita e pennelli. Con la fotografia, quando ho potuto imbracciare la mia prima reflex. Il mio è il percorso di chi ha una passione che non sfiorisce e che, anzi, con il tempo si trasforma in febbre…una febbre che non voglio curare e che alimento con ferrea volontà. Forse sono malato… malato di fotografia”.

BODYPAINTING © Felice Cirulli

BODYPAINTING © Felice Cirulli

Grazie a:

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per l’ospitalità!

Il grande fotografo David Noton è stato ospite d’onore del CFP lo scorso 13 maggio in occasione dei 40° compleanno del Circolo.
Lo abbiamo sentito nei giorni scorsi e gli abbiamo rivolto alcune domande, alle quali ci ha risposto con la consueta simpatia.

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Ecco l’intervista:

Circolo Fotografico Palmarino:  David, com’è nata la tua passione per la fotografia?

David Noton: Nel 1980, quando ero un ufficiale della marina mercantile,  con i soldi dell’ultima paga ho comprato una reflex ed è stato così che tutte è cominciato. Sono rimasto subito fortemente affascinato dalla fotografia. E’ stato come se mi si accendesse una luce dentro!

CFP: Che ricordi ti sono rimasti dall’esperienza di Cividale in occasione dell’evento per i nostri 40 anni?

David: Trovare una tale accoglienza in Friuli e parlare in un teatro davanti a circa 450 persone è stato uno dei momenti più esaltanti della mia carriera. Mia moglie Wendy ed io non ce lo dimenticheremo mai!

CFP: David, sei stato nel nostro paese molte volte. Cosa ti piace di più e cosa di meno dell’Italia? Quando tornerai? Tornerai in Friuli?

David: Noi amiamo molto l’Italia e continuiamo a venirci almeno una volta all’anno. Dopo la nostra visita in Friuli, abbiamo trascorso un paio di settimane sulle Dolomiti lo scorso settembre ed a maggio/giugno saremo in Emilia Romagna, Umbria, Toscana e Liguria. Un nostro ritorno in Friuli per fotografare alcuni dei luoghi favolosi che ci avete fatto vedere è sicuramente nei nostri programmi, forse nel 2017.

CFP: Qual è tra le tue immagini quella di cui sei più orgoglioso?

David: Questa è una domanda molto difficile! Penso che questa di Wendy sulle dune di sabbia in Namibia significhi molto per noi, perché riassume la vita di viaggio, avventura ed esplorazione che abbiamo trascorso insieme.

Tread Boldly on Sand Dunes, Namib Desert, Namibia, Africa © David Noton

Tread Boldly on Sand Dunes, Namib Desert, Namibia, Africa © David Noton

CFP:  Chi è tra gli altri fotografi quello che ti piace di più?

David: Credo sicuramente Sebastião Salgado o Steve McCurry.

CFP:  Hai scattato un sacco di foto e pubblicato diversi libri: in un mondo che sta diventando sempre più digitale, che futuro hanno per te le immagini stampate?

David: Credo che la maggior parte di noi impieghi così tanto tempo, sia al lavoro che durante il tempo libero, a guardare lo schermo di un computer che ci sarà una rinascita delle belle immagini stampate, sia sulle pagine di un libro, sia appese in mostra alla parete. In realtà penso che stia già accadendo.

CFP:  Siamo un Circolo Fotografico, un gruppo di amici che condividono la comune passione per la fotografia: qual è il tuo pensiero sui club?

David: I Fotoclub sono ciò  che i loro membri costruiscono. Abbiamo visitato molti club e quello che è interessante è come siano tutti diversi. Il vostro club mi sembra abbia una meravigliosa vitalità, con una sana varietà di rappresentanza anagrafica. Alcuni club hanno gerarchie molto evidenti e procedure rigide, ma i migliori sono quelli dove i loro membri possono condividere entusiasmo e creatività nel loro forum, in un ambiente di reciproco sostegno.

CFP: David, hai viaggiato in tutto il mondo, c’è un posto particolare tra quelli che non hai ancora visitato dove desideri andare e perché?

David: Sono sempre più consapevole di dover visitare la Russia, dove non sono ancora stato. Sono sicuro che presenterà delle belle sfide, ma penso che le raccoglierò.

CFP:  Quali sono i tuoi piani per i prossimi mesi?

David: Saremo in Islanda già da domani, a seguire saremo in giro per l’Europa in primavera/estate e infine in Canada in autunno. Oltre a tutto questo, siamo costantemente impegnati a pubblicare sulla nostra rivista online mensile “Chasing the Light” articoli e video dal nostri viaggi fotografici in tutto il mondo in esclusiva per i membri del nostro gruppo F11

CFP: Grazie David, buona luce!

David: Grazie a voi, arrivederci!

Portrait of a girl near Vang Vieng, Laos © David Noton

Portrait of a girl near Vang Vieng, Laos © David Noton

 

L’originale dell’intervista in inglese:

CFP: How did your passion for photography started?
David: When I was a Navigating Officer in the Merchant Navy in 1980 I bought an SLR when I paid off my last ship and that was that; I was captivated by photography. I t was like a light being switched on!
CFP: What memories remained from the experience in Cividale for our 40 years celebration event?
David: Being welcomed to Friuli and talking to a full house of some 450 people was one of the most uplifting moments of my career; Wendy and I will never forget it.

CFP: You’ve been in our country many times now. What do you like the most and what the less of Italy? When will you come back? Will you be back in Friuli?
David: We love Italy and continue to come at least once a year. Since our visit to Friuli we’ve had a few weeks in the Dolomites last September and next May/June we’ll be in Emilia Romagna, Umbria, Tuscany and Liguria. A return to Friuli to photograph some of the fabulous locations you introduced us to is definitely on the cards, maybe in 2017.

CFP: What is among your pictures the one you are most proud of? (Kindly, can you attach it in low res?)
David: That is such a tough question! I think this one (attached) of Wendy on the sand dunes in Namibia is one that means a lot to us both because it sums up the life of travel, adventure and exploration we’ve had together.

CFP: Who is among the other photographers the one you like the most?
David: I guess I would have to say Sebastian Salgado or Steve McCurry. 

CFP: You took lots of pictures and published several books: in a world that is increasingly becoming digital, how do you see the future of printed images?
David: I think because most of us spend so much of our time both at work and at leisure looking at a screen there will be a resurgence in the popularity of looking at images as beautiful prints, either on a page or on the wall. In fact I think that is already happening.

CFP: We are a Photography Club, a group of friends who share a passion for photography: what is your thought about clubs?
David: Clubs are what their Members make them. We have visited many clubs and what is interesting is how different they all are. Your club seemed to have a wonderful vitality about it with a healthy range of ages and sexes. Some clubs have very obvious hierarchies and rigid procedures but the best are forums where members can share their enthusiasm and creativity in a mutually supportive environment.

CFP: You’ve traveled all over the world, is there one particular place among the ones you have not visited yet that you would like to go and why?
David: I’m increasingly aware that Russia is a country I’ve yet to visit. I’m sure it will present challenges but I think I’m going to have to do it.

CFP: What are your plans for the coming months/years?
David: We’re off to Iceland tomorrow, then will be roving around Europe in spring/summer and am off to Canada in the autumn. Beyond that we’re committed to continuing to publish features and videos from our photographic travels all over the world every month in our Chasing the Light Online Magazine http://www.davidnoton.com/chasing-the-light.asp which we publish monthly exclusively for our f11 Members.

 

 

 

 

GND sta per Graduated Neutral Density, cioè stiamo parlando di filtri neutri graduati.
Molti stanno chiedendo informazioni sull’uso di questi ottimi filtri che anch’io ho acquistato ormai da più di un anno, ma che per varie ragioni ho utilizzato finora piuttosto pochino.
In precedenza avevo utilizzato i Cokin, ma a mio parere non vanno altrettanto bene.
Il sistema Lee è forse quello più in auge tra i fotografi professionisti ed i fotoamatori evoluti di paesaggio. Esistono anche gli analoghi Cokin (bassa qualità), Hitech (così così) e Singh Ray (pure ottimi, ma più costosi dei Lee, anche a causa del dazio: sono in vendita solo negli USA). Buoni, ma non all’altezza di Lee e Singh Ray, i recenti Haida, a vantaggio dei quali c’è il prezzo allettante.
Ma, prima di tutto, a cosa servono?
Gli attuali sensori digitali non sono in grado di rappresentare la stessa gamma tonale che percepisce l’occhio umano, che riesce a distinguereun range di 12-14 stop, mentre il sensore ne registra correttamente 5-6 stop, dalla più luminosa delle luci alla più nera delle ombre.
Ne consegue ovviamente che se la scena di un paesaggio ha un divario ombre/luci superiore ai 5-6 diaframmi, il sensore non sarà in grado di rappresentarla correttamente, ovvero avremo ombre senza dettaglio esponendo per le luci o luci bruciate esponendo per le ombre.

Alba a Fossalon © Luigino Snidero

Alba a Fossalon © Luigino Snidero

 

L’uso di filtri GND permette di comprimere la gamma dinamica della scena, riducendo puntualmente la trasmissione della luce in funzione della propria densità di grigio, che può essere pari a 1, 2 e 3 e più diaframmi.
La densità di grigio dei filtri GND, a differenza degli ND, è concentrata  su circa metà del filtro e va sfumando fino a zero sull’altra metà, riducendo la trasmissione luminosa solo su una delimitata zona dell’inquadratura, decisa dal fotografo che dispone il filtro secondo la situazione che ha davanti ed aiutato dal formato rettangolare dello stesso (100x150mm). Detti filtri vanno utilizzati in una specifica montatura portafiltri (holder), che a sua volta va alloggiato su di un anello adattatore avvitato all’obiettivo.
I filtri GND, oltre che in varie gradazioni, esistono di 2 tipi: hard (linea di transizione piuttosto netta), adatti per soggetti con netta demarcazione tra i piani luminosi (paesaggi marini, per esempio) e soft (linea di transizione più sfumata), indicati per soggetti con demarcazione imprecisa tra i piani luminosi (paesaggi di montagna, per esempio).
E’ chiaro quindi che la scelta del posizionamento del (o dei) filtro(i) GND è fondamentale ed è necessario prestare molta attenzione alla linea di transizione. Tra l’altro, la sfumatura di demarcazione non è facilissima da percepire all’apertura massima del diaframma dell’obiettivo in uso e va controllata premendo il pulsante di controllo della profondità di campo e posizionando il filtro nella posizione più performante data la scena.

Il Sistema Lee è composto fondamentalmente da:
Anello adattatore

Anello adattatore

Anello adattatore

 

E’ preferibile ordinare il tipo wide, meno spesso, che elimina o quantomeno limita la vignettatura con i grandangoli spinti.

Holder (o portafiltri)

Holder (o portafiltri)

Holder (o portafiltri)

 

 

 

 

 

 

 

E’ modulabile e nella configurazione standard porta fino a 3 filtri. Con i Lee è utilizzabile anche il tipo Z della Cokin, mentre Singh Ray, pur producendo filtri delle medesime dimensioni, non produce un proprio holder.

Filtri GND

Filtri GND

Filtri GND

 

 

 

 

 

 

 

Per un effetto più marcato, si possono montare più filtri GND o abbinare ad un GND un ND (filtro interamente grigio neutro) per allungare il tempo di scatto.

Davanti al portafiltri è anche possibile abbinare un filtro polarizzatore, che deve essere di diametro 105mm per risultare compatibile con l’intero sistema senza vignettare.

 

filtro polarizzatore

filtro polarizzatore

 

 

 

 

 

 

 

Per poter montare il polarizzatore, è necessario aquistare a parte anche un ulteriore apposito anello adattatore.

anello adattatore

anello adattatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’equipaggiamento minimo da comperare (per quanto soggettivo) potrebbe essere il seguente:

anello wide del diametro del filetto del nostro grandangolo preferito

anello wide

anello wide

 

 

 

 

 

 

 

holder Foundation kit (a 3 slot)

holder

holder

 

 

 

 

 

 

 

Filtro GND Soft 0.9 (3 stop: si presta bene per le riprese con rilievi sulla linea dell’orizzonte. Ottimo in montagna, ma anche al mare corregge la luminosità del cielo con la parte più scura e con la parte sfumata il riflesso conseguente sull’acqua)

Filtro GND Hard 0.9 (3 stop, va bene per scene marine lineari senza particolari riflessi o quando il sole non è particolarmente intenso)

Filtri GND

Filtri GND

 

 

 

 

 

 

 

Questo è il “minimo sindacale”, ma ovviamente il corredo dei filtri è ampliabile quasi a piacimento, per esempio le gradazioni 0.3 e 0.6 dei GND hard e soft tornano spesso utili quando il divario di luminosità è inferiore rispetto a quando serve lo 0.9. Oppure quando è superiore, aggiungendo allo 0.9 uno 0.3, per esempio.

Un altro acquisto importante è il polarizzatore da 105mm. Lee ne produce uno proprio, il migliore all’Heliopan, nella sua versione a polarizzazione circolare ed in montatura slim (costo di pochissimo superiore al Lee). Se decidete per questo acquisto, non dimenticatevi di aggiungere l’apposito anello che va montato davanti all’holder e sul quale avvitare il polarizzatore. Il polarizzatore toglie i riflessi, satura i colori e fa perdere circa 2 stop di luminosità.

polarizzatore da 105mm

polarizzatore da 105mm

 

 

 

 

 

 

 

Infine, Lee produce vari tipi di filtri 100×100 ND in resina o vetro da utilizzare con l’holder in questione.
Quelli che vanno per la maggiore ultimamente sono il Big stopper (da 10 stop), filtro non facilissimo da usare, soprattutto con tempi più lunghi di 2 minuti (per rumore digitale e cromatico indotti dal riscaldamento del sensore in determinate condizioni), ma sicuramente di grande effetto, ed il Little stopper, fratello da 6 stop, molto più agevole da utilizzare e meno prono alle dominanti blu.

Tutti questi filtri vanno poi utilizzati con creatività e sensibilità dal fotografo, secondo la sua vena creativa, magari montandoli a rovescio.

Dove comprare?
Sicuramente in Inghilterra, dove vengono prodotti i Lee e dove si trovano più facilmente. C’è più di un negozio online che ho sperimentato direttamente: si equivalgono tutti come affidabilità, occhio solo al prezzo migliore, considerando sempre che i tempi di consegna sono sempre piuttosto lunghi (6-8 settimane l’ultimo acquisto che ho fatto) e che qualcuno ha i prezzi IVA compresa, qualcuno l’aggiunge dopo.

Ecco i venditori che ho provato io:

Morco
Teamwork
Robert White

Oggi c’è finalmente anche qualche rivenditore italiano:
Fotocolombo
Attualfoto Trieste
DCS Italia

Tramonto a Skye © Luigino Snidero

Tramonto a Skye © Luigino Snidero

Marco “Lao” Zamò è stato l’ospite del numero zero di una rubrica online che abbiamo chiamato “Autofocus, incontri con l’autore”, e che è nelle nostre intenzioni far diventare un appuntamento fisso per i nostri ospiti.
Ci rivolgeremo alternativamente a fotografi del CFP o che non fanno parte del Circolo.

Marco Zamo'

Marco Zamo’

 

Di sé Marco dice: ”

Sono nato a Udine il 23 aprile 1964, appassionato di natura fin da piccolo grazie al nonno che mi faceva passare molto tempo nei prati e nei campi che coltivava. Mi sono appassionato di fotografia circa 6 anni fa quando girando per il web sono approdato nel forum del circolo palmarino. Da quel momento e grazie alla disponibilità di bravi fotografi,  mi sono dato da fare per migliorare la mia tecnica e riuscire a fare gli scatti che ho in mente e che ancora non ho ancora fatto .
Ho organizzato alcune mostre da solo o con altri fotografi del circolo per condividere le bellezze della Natura che ci circonda”.

 

Ecco l’intervista che Paolo Vercesi ha fatto a Marco:

 

Paolo: Ciao Marco, come andiamo?

Marco: Bene…

P.: Alcuni giorni fa hai inaugurato il tuo sito (complimenti, molto bello): www.laophoto.it… Sul forum sei lao1964, la tua mail è lao1964@… La domanda è: perché …1964

M.: (ride, ndr) …perché sono nato nel 1964

P.: Quando e qual è stata la scintilla che ha acceso la tua passione per la fotografia?

M.: Ho cominciato con una macchinetta piccola per le vacanze, poi sono entrato nel forum del CFP e mi sono aggregato ad un viaggio in Irlanda (mi hanno detto:basta che non rompi…). E da lì è partito tutto.

P.: La maggior parte delle immagini che ci proponi sono immagini naturalistiche e tra le immagini naturalistiche, molte sono avifaunistiche, e tra le immagini avifaunistiche molte, e molto belle, sono foto scattate al martin pescatore… da dove ti deriva questa dedizione a questa specie in particolare e come coniughi la passione della fotografia con la passione per la natura?

Alcedo Atthis © Marco Zamò

Alcedo Atthis © Marco Zamò

 

M.: Qualche anno fa sono stato accompagnato da alcuni amici fotografi a vedere il martino, Celestino come lo chiamo io, e mi ha subito affascinato per la sua bellezza e per la particolarità della sua vita.

P.: È nata prima la passione per la fotografia o quella per la natura?

M.: La natura , la amo da sempre…

P.: Quando ti capita di rimanere “imbambolato” davanti alla bellezza della natura?

M.: Le cose maestose, un temporale, l’oceano in tempesta, l’Islanda… Un panorama, l’alba in montagna… queste sono le cose che mi affascinano, oltre al martino, naturalmente.

P.: Molte delle immagini che hai realizzato negli ultimi tempi comportano allestimenti e tecniche particolari… Ci racconti qualcuno dei tuoi “segreti”?

M.: Durante la serata li racconterò tutti (e lo farà, ndr), ho deciso di condividere tutto.

Alcedo Atthis © Marco Zamò

Alcedo Atthis © Marco Zamò

 

P.: Qual è l’immagine che ti ha dato più soddisfazioni?

M.: Quando con il CFP siamo saliti sul Lagazuoi e mentre tutti stavano cenando, abbiamo deciso di uscire solo in due. C’era una bellissima stellata in cielo e l’ho ripresa: quella è una foto che ricordo molto volentieri, uno di quegli spettacoli della natura di cui si parlava prima.

Lagazuoi © Marco Zamò

Lagazuoi © Marco Zamò

P.: Qual è l’immagine che hai in testa di realizzare e non sei ancora riuscito a scattare come vorresti?

M.: Vorrei riprendere il martino in acqua da sotto e per sotto intendo proprio da sotto. Ci sto provando, ma non ci sono ancora riuscito.

P.: Un fotografo che ti piace e che ci vuoi consigliare?

M.: Piccirillo, Luigi Piccirillo, secondo me uno dei migliori fotografi naturalisti in Italia.

P.: Il tuo prossimo soggetto fotografico?

M.: Sto cercando di riprendere la poiana, ma non è facile. Anche il picchio muraiolo mi affascina tantissimo e mi piacerebbe poterlo fotografare bene.

P.: Parliamo di attrezzatura? Cosa c’è nella tua borsa di fotografo?

M.: Una Nikon D800 rotta, un polarizzatore spaccato… Anche la borsa è rotta (ride), è tutto rotto. Non ho molta cura dell’attrezzatura che uso: non comprate di seconda mano da me… è un hobby e va bene così.

P.: Che consiglio daresti a chi si avvicina oggi per la prima volta ad una macchina fotografica?

M.: Il forum del CFP per me è stato fondamentale, la sua gente, Romolo (Romolo Migotti, ndr), tutti quelli che criticano le foto in modo costruttivo e mi hanno spinto a migliorarmi ed a capire come correggermi.

P.: Grazie Marco, buona luce!

Paolo Vercesi intervista Marco "Lao" Zamò

Paolo Vercesi intervista Marco “Lao” Zamò

 

Il 15 febbraio, per il numero 1 di Autofocus sarà nostro ospite Felice Cirulli, mentre a marzo sarà nuovamente la volta di un autore del Circolo, Alex “Fotocesco” Laporta.

State sintonizzati!

 

 

Il Trioplan è una lente “vintage” molto di moda, prodotta da Meyer Goerlitz (Germania Est) negli anni ’60. E’ un semplice tripletto che tutto aperto diventa molto particolare, pittorico, nello sfocato, a diaframma più chiuso diventa via via un normale 100mm.
E’ piuttosto morbido e restituisce colori saturi ed a volte non esattamente corrispondenti, ma spesso dona alle immagini una magia tutta sua, particolare, rendendo le immagini spesso sognanti ed evocative.
Comunque in postproduzione c’è da lavorarci un pochino.

Qualcuno sostiene che la qualità migliore sia riservata alle versioni che hanno incisa una V rossa (indicherebbe il trattamento antiriflesso), ma in realtà non ci sono differenze apprezzabili.

La versione da acquistare è questa che vedete nell’immagine:

Meyer Goerlitz Trioplan 100mm f/2.8

Meyer Goerlitz Trioplan 100mm f/2.8

Ne esistono anche alcuni rari esemplari in nero, ma si trovano a prezzi esorbitanti.

La versione nera, ma zebrata, ha meno lamelle (8). Costa di meno, ma lo sfocato, al chiudere del diaframma, perde “poesia” anche se, a diaframma tutto aperto, le immagini prodotte da tutte le versioni a mio parere sono indistinguibili.

Va usato in genere con un tubo di prolunga in quanto in Canon tocca lo specchio della fotocamera.

Esiste con attacco M42 ed Exakta, quindi è necessario l’acquisto di un apposito anello di raccordo che si trova facilmente da Lolli, su Ebay o Amazon. Esistono anche adattamenti con attacco Leica a prezzi esorbitanti.

Nel 2010 si trovava facilmente attorno ai 60 euro. Oggi è molto di moda e non è raro pagarlo 600 euro ed oltre.

E’ diventato di moda da quando alcuni grandi fotografi hanno cominciato ad utilizzarlo.

Cito solo:
Sandra Bartocha

Altre immagini QUI

Per la cronaca, il mio primo Trioplan, versione exakta, l’ho pagato 335 $ il 4/6/2012 su ebay.

Ora, a distanza di quasi 100 anni dalla creazione del primo tripletto con schema Trioplan, Meyer-Optik-Görlitz annuncia il ritorno del suo famosissimo 100mm f/2.8. La lente, basata sui disegni originali, sarà costruita con tecniche moderne. Garantito il famosissimo bokeh!
Sarà presto disponibile. Per info: http://www.meyer-optik-goerlitz.de/en/trioplan-f28-100mm/ :ciao: